wedding planner: un affare

home_1_00.pngPer il nostro matrimonio abbiamo assoldato una wedding planner; eh sì, perché non siamo autoctoni e proprio non ci andava di girare come trottole per organizzare tutto.

Abbiamo pensato che valesse la pena di pagare una persona che faccia tutto al posto nostro, in modo da goderci i fine settimana per i fatti nostri. Così abbiamo fatto.

A tre mesi dalla firma del contratto con la nostra wp, ovvero ai primi di gennaio, non sapevamo ancora nulla, se non che avevamo firmato il contratto e versato un assegno come anticipo della commissione pattuita. Il tempo passava e dovevamo ancora scegliere un ristorante e scrivere tutte le partecipazioni (che già avevo deciso, per ragioni sentimentali, di scrivere manualmente).

Bene, chiamo la wp, che poveretta aveva avuto tutte le sfighe del monde nel frattempo, quanto a malattie (influenza, broncopolmonite, pleurite..). Compongo il numero di rete fissa corrispondente al suo negozio, ma ohibo, non è più esistente. Mah, avrò sbagliato a digitare, penso ingenuamente. Invece è proprio così, la mia wp ha staccato la linea senza nulla dire. Poco male, c’è il cellulare e riesco a parlare con lei.

Mi dice ‘Non ti preoccupare, c’è un sacco di tempo! Non ti allarmare!’, e di lì a pochi giorni ci indica un posto per il ricevimento.

Andiamo assieme a lei a visitare questo locale ed il negozio di una fiorista di Monza. A quel punto ci risentiamo, le dico che il posto ci piace molto e pensiamo di fissare proprio lì il pranzo; la sua risposta è del tipo ‘Sì sì fissate perché lavorano bene, inoltre non è mica facile trovare un altro posto con così poco tempo’. Ma come, non ce n’era un sacco di tempo?? Significa che dopo averla braccata al telefono per sapere qualcosa, va a finire che non c’è più abbastanza tempo e bisogna accontentarsi??? Per fortuna il locale è davvero bello e ci va più che bene.

Fu così che la wp sparì. Dopo due settimane di inseguimenti telefonici per le partecipazioni, ci dà via mail un indirizzo in cui andare a comperarle ed un altro indirizzo per l’abito di Daniele. Ma come, non dovrebbe pensarci lei a ritirare partecipazioni e bomboniere? Non solo, ma dopo aver millantato grandi sconti dai fornitori, quando arriviamo nella tipografia indicata, a mala pena sanno chi lei sia.

I contatti diventano ancora più sporadici; non ci telefona più, ci manda gli sms – ragazzi, gli SMS dopo un sostanzioso acconto?? – per sapere a che punto siamo. Mi scrive pure ‘Chiamami!’; non ha i soldini per la ricarica?????

Scopro infine che ha chiuso l’attività, la bottega non esiste più, dalla fiorista non si è più fatta viva senza dir nulla, ed altre spose le hanno chiesto il rimborso della commissione.

Ora se non sto attenta, Dani le scaglia contro schiere di avvocati.

Che figata, la wedding planner!!!

wedding planner: un affareultima modifica: 2011-03-14T12:00:00+01:00da tina1979
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